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Comunità della
Repubblica Democratica del Congo
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LONZO |
Quella di Lonzo (foto
1), è una missione vasta quasi quanto la diocesi
di Bergamo, con una cappella centrale, a Lonzo appunto (foto
2), e ventiquattro cappellanie. La data della sua fondazione
come missione sacramentina, risale precisamente al 30 agosto
1969.
La distanza dal centro della missione alle diverse cappellanie,
varia dai sette
km quella più vicina, ad una settantina di km quella più lontana.
L’intera missione è servita pastoralmente da tre sacerdoti (un italiano, padre Antonio
Pascale; un congolese, Kambamba Jean Claude;
un belga, padre De Cock Urbain) che costituiscono
la comunità sacramentina e da cinque religiose dell’Istituto delle Suore
Adoratrici di Rivolta d’Adda; ambedue le comunità risiedono
nel villaggio di Lonzo. |
foto1 - missione
di Lonzo |
foto2 - cappella
centrale |
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Le visite alle cappellanie sono necessariamente molto dilazionate nel tempo,
causa le grandi distanze, la precarietà delle piste facilmente dissestate
dai forti temporali equatoriali e comunque sempre bisognose di manutenzione a
motivo del fondo fatto di sabbia; anche la povertà dei mezzi di trasporto
in uso ai missionari non è impedimento da poco. Quando però il
sacerdote può recarsi nei villaggi, in genere accompagnato da una suora, è accolto
con grande gioia e porta medicinali, sapone, quaderni, viveri in scatola che
la popolazione volentieri scambia con prodotti locali: manioca, granoturco, frutta; è un
modo semplice per incentivare lo spirito di iniziativa e rendere disponibili
beni non reperibili nei villaggi, in particolare i medicinali.
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| Da sempre, caratteristica
di questa missione è la funzionalità di una attrezzata
officina meccanica (foto 3) e di una falegnameria,
per le necessità della stessa missione, della popolazione dei
villaggi e, per quanto possibile, come punto di assistenza per i malconci
camion che percorrono la strada che dalla capitale conduce nell’interno
del paese e viceversa. Certo non facilita questo impegno di carattere
assistenziale il fatto che l’intera zona e quindi anche la missione,
non disponga di corrente elettrica, fornita soltanto da un vecchio generatore
acceso, per esigenze di economia, pochissime ore al giorno. |
foto
3 - l'officina
meccanica |
| Anche la distribuzione dell’acqua alla popolazione,
due volte la settimana, ha richiesto un notevole lavoro per la costruzione
a valle di una piccola diga che, con una condotta forzata, fa girare
una ruota a mulino, la quale, a sua volta, aziona una pompa a pressione
capace di imprimere all’acqua la spinta che le permette di superare
un dislivello di trecento metri e un notevole percorso di quasi tre
km (foto 4). L’insieme dell’impianto
naturalmente richiede un costante lavoro di manutenzione. |
foto 4 - l'impianto
per l'acqua |
| Nei terreni circostanti alla missione, come fonte
di autofinanziamento è da anni curato l’allevamento di
bovini da carne (foto 5); una risorsa
purtroppo messa a dura prova per le difficoltà di trasportare
velocemente le carni macellate, che facilmente si deteriorano a motivo
delle alte temperature, su strade praticamente inesistenti e piene
di imprevisti. |

foto 5 - l'allevamento di bovini |
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Nel villaggio di Lonzo i padri da quasi venti anni
hanno aperto una scuola superiore di meccanica generale (foto
6), l’Istituto “Mbwetete” (vedi documentazione
fotografica alla pagina dei nostri progetti: “adotta un insegnante”).
Questo istituto è frequentato da un centinaio di giovani;
alla scuola è annesso l’internato che può ospitare
fino ad una sessantina dei ragazzi che provengono da più lontano.
Per promuovere la pastorale vocazionale tra questi ragazzi e quelli dei villaggi,
i padri hanno aperto un foyer per coloro che desiderano trascorrere presso la
missione un periodo di ricerca vocazionale (foto 7).
La casa che li ospita però si trova davvero in una situazione di estrema
povertà di spazi e avrebbe bisogno di una urgente ristrutturazione ma… purtroppo,
i mezzi finanziari scarseggiano. Occorrerà incentivare gli sforzi per
sostenere questa importante priorità della pastorale delle vocazioni autoctone
dalle quali dipende l’avvenire della Chiesa africana. |

foto 6 |

foto 7 |
| Anche le suore Adoratrici, con la collaborazione
in particolare di Fratel
Luigi
Landrini, sacramentino, hanno costruito, e conducono una scuola superiore
per
ragazze (foto 8), l’Istituto “Sebyera”,
con annesso internato con una quarantina di posti letto. La stessa comunità religiosa
assicura, anche con impiego di personale autoctono, la direzione e conduzione
del dispensario della missione che ogni giorno accoglie un grande numero di persone
bisognose di assistenza sanitaria (foto 9). |

foto 8 |

foto 9 |
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| I padri e le suore, da
questa missione hanno sovente bisogno di recarsi per i vari rifornimenti
alla capitale, Kinshasa, distante circa 250 km. Causa il dissesto delle
strade, il viaggio non può certo dirsi agevole e richiede, se tutto
va bene, l’impiego di una intera giornata e automezzi che diano una
certa
garanzia. Per questo vogliamo cogliere l’occasione per ringraziare, anche
da queste pagine web, le parrocchie di Lusurasco e di Monastero Val Tolla della
Diocesi di Piacenza, che recentemente hanno voluto festeggiare il 50° di
sacerdozio di Don Renzo Boselli con il dono alla missione di Lonzo di un nuovo
motore per la Land Rover (foto 10) con la quale
i missionari si spostano per raggiungere i vari villaggi loro affidati. |
foto 10 |
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